Focus

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La ristrutturazione ‘negoziata' dell'impresa in crisi: novità legislative e spunti comparatistici

10 Dicembre 2012 | di Fabrizio Guerrera

Accordo di ristrutturazione dei debiti: disciplina generale

La ristrutturazione dell'impresa in crisi passa tradizionalmente da soluzioni negoziali o da procedure concorsuali. Questa distinzione, tuttavia, deve essere riconsiderata, alla luce del progressivo avvicinamento tra l'accordo di ristrutturazione dei debiti e il concordato preventivo. L'Autore compie, quindi, un'indagine comparatistica tra le discipline dei due istituti e i rispettivi caratteri essenziali, esaminando anche esperienze di altri Paesi.

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Transazione fiscale: questioni aperte alla luce dei più recenti orientamenti di giurisprudenza e amministrazione finanziaria

07 Dicembre 2012 | di Giulio Andreani

Transazione fiscale nelle procedure concorsuali

Nonostante la sua breve “vita”, la transazione fiscale è stata oggetto di numerose modifiche legislative, nessuna delle quali, tuttavia, è risultata idonea a risolvere le principali questioni interpretative sorte dalla sua introduzione, derivanti dal corretto inquadramento del rapporto intercorrente tra tale istituto e la procedura di concordato preventivo.

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Esecuzione fondiaria sui beni aziendali caduti in fallimento

05 Dicembre 2012 | di Massimo Mastrogiacomo

Credito fondario

Il creditore fondiario può iniziare o proseguire l'esecuzione individuale sui beni del fallito, anche nel corso di una procedura concorsuale: questa deroga al principio generale, in base al quale tutto il patrimonio del debitore viene sottoposto all'espropriazione fallimentare, comporta, però, problemi di coordinamento tra la procedura individuale e la liquidazione concorsuale gestita dal curatore, nonché tra la posizione del creditore fondiario e la massa passiva. L'Autore si sofferma su tali problematiche, esaminando le specificità dell'esecuzione fondiaria.

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Obblighi e responsabilità degli organi nella gestione delle imprese in crisi

03 Dicembre 2012 | di Giorgio Jachia

Organi sociali

La riconfigurazione - da parte della legge n. 134/2012 - dei presupposti, delle forme e degli effetti degli istituti volti alla risoluzione delle crisi di impresa offre ulteriori spunti per riscontrare un dovere civilistico in capo agli amministratori di valutare in concreto se, e con quali strumenti, salvaguardare tempestivamente la continuità aziendale o se procedere alla messa in liquidazione della società prima che si manifesti l'insolvenza, nonché per individuare gli obblighi (ex artt. 67, comma 3, lett. d, 160,161,236-bis  l. fall.) di esporre informazioni vere e complete e di predisporre piani analitici, veritieri, fattibili ed adeguati alla risoluzione della crisi.

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La problematica relazione tra preconcordato e concordato con continuità aziendale alla luce delle speciali autorizzazioni del tribunale

26 Novembre 2012 | di Filippo Lamanna

Concordato con riserva

Tra le principali novità introdotte dal c.d. Decreto Sviluppo (d. l. n. 83/2012, convertito in l. n. 134/2012) vi sono le due figure del preconcordato e del concordato con continuità aziendale. L'Autore ne esamina i rapporti reciproci, soffermandosi sulla delicata tematica delle autorizzazioni speciali che il debitore deve richiedere al Tribunale per poter compiere determinate attività, come gli atti di straordinaria amministrazione, lo scioglimento o la sospensione dei contratti pendenti, il pagamento di crediti anteriori per prestazioni essenziali, i finanziamenti interinali.

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L'esenzione dall'azione revocatoria ex art. 67 l. fall.: brevi riflessioni anche alla luce del “Decreto Sviluppo”

21 Novembre 2012 | di Nicola Nisio

Esenzione da revocatoria

All'art. 67, comma 3, lett. g) l. fall. è prevista un'esenzione dall'azione revocatoria per i pagamenti di debiti liquidi ed esigibili eseguiti alla scadenza per ottenere la prestazione di servizi strumentali all'accesso al concordato preventivo. L'Autore esamina, dunque, l'esenzione de quo sotto i diversi aspetti delle finalità, dei presupposti di operatività e dell'ambito di applicazione.

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Le azioni di responsabilità nel piano di concordato preventivo

16 Novembre 2012 | di Giuseppe Dongiacomo

Azioni di creditori e organi di procedure concorsuali verso amministratori

Nelle società di capitali gli amministratori sono civilmente responsabili nei confronti della società, dei creditori sociali e dei soci e terzi direttamente danneggiati. Le tre tipologie di azioni esercitabili contro gli amministratori sono disciplinate dalla legge, anche qualora la società sia soggetta ad una procedura concorsuale: in quest'ultimo caso, l'azione sociale e l'azione dei creditori sociali sono proposte dall'organo della procedura (curatore, commissario liquidatore e commissario straordinario), mentre l'azione del socio e del terzo rimane in capo al soggetto titolare. La legge, tuttavia, nulla dice in caso di ammissione della società al concordato preventivo: l'Autore si occupa, quindi, delle sorti della titolarità dell'azione sociale e dell'azione dei creditori sociali, in presenza di un piano concordatario con cessione dei beni.

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Il controllo giudiziale sulla fattibilità e la convenienza nel giudizio di omologazione del concordato preventivo

09 Novembre 2012 | di Filippo Lamanna

Convenienza (giudizio di)

In attesa che sul punto si pronunci la Corte di Cassazione a Sezioni Unite, l'Autore analizza il delicato tema dei poteri di controllo del Tribunale sulla fattibilità e la convenienza nella fase di omologazione del concordato preventivo, tema sul quale si è registrato un contrasto di indirizzi tra la giurisprudenza di merito e la Corte di legittimità, anche in relazione al difficile equilibrio, nel concordato, tra autonomia privata e poteri giurisdizionali.

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Prime osservazioni su una disciplina in itinere: la composizione delle crisi da sovraindebitamento del consumatore

07 Novembre 2012 | di Emma Sabatelli

Sovraindebitamento

L'Autrice esamina la disciplina della composizione delle crisi da sovraindebitamento, alla luce delle novità introdotte dall'art. 18 del d.l. n. 179/2012 (c.d. Decreto Sviluppo bis), che ha profondamente modificato la l. n. 3/2012, introducendo anche un'apposita disciplina per il consumatore. Vengono analizzati i presupposti soggettivi ed oggettivi e il contenuto dei tre distinti procedimenti previsti dalla nuova normativa: l'accordo di ristrutturazione dei debiti e la liquidazione dei beni, comuni all'imprenditore (non fallibile) e al consumatore, e il piano di ristrutturazione, riservato al solo consumatore.

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L'attuazione dell'obbligazione solidale nel fallimento di uno o più coobbligati

30 Ottobre 2012 | di Vincenzo Pinto

Coobbligati

L'Autore analizza la disciplina dell'attuazione dell'obbligazione solidale nel fallimento di uno o più coobbligati, di cui agli artt. 61 ss. l. fall., norme che assicurano una tutela rafforzata degli interessi del comune creditore e che costituiscono una disciplina speciale con valenza endo-fallimentare. Vengono, in particolare, esaminate l'ipotesi di partecipazione al concorso del creditore non soddisfatto prima del fallimento e quella della partecipazione al concorso dei coobbligati del fallito.

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