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Consecuzione di procedure

13 Giugno 2018 |

Sommario

Inquadramento | Le ipotesi di consecuzione nell'attuale normativa | (Segue): fallimento dichiarato successivamente ad una domanda di concordato dichiarata inammissibile | (Segue): eventuale soluzione di continuità tra il termine della procedura concordataria e la declaratoria di fallimento | (Segue): la problematica della consecuzione tra fallimento e accordo di ristrutturazione omologato | (Segue): successione di più concordati e fallimento finale | I principali effetti della consecuzione delle procedure |

 

Con l’espressione “consecuzione di due o più procedure concorsuali” si fa riferimento ad un principio introdotto in giurisprudenza nell’ambito della normativa concorsuale anteriore alle riforme del 2005-2007. In particolare, la giurisprudenza costante della Suprema Corte riteneva che la dichiarazione di fallimento che seguisse all’esperimento infruttuoso del concordato preventivo o dell’amministrazione controllata (ora abrogata) desse luogo ad un fenomeno non di mera successione cronologica, bensì di “consecuzione di procedimenti”, i quali, sebbene formalmente distinti, costituivano, sotto il profilo funzionale, due fasi di un procedimento unitario (la sentenza che probabilmente meglio descrive questo fenomeno è: Cass. 18 luglio 1990 n. 7339).   Dall’impostazione così assunta, veniva fatto discendere (tra l’altro) che: i termini per l’esercizio delle azioni revocatorie fallimentari decorressero dalla data del decreto di ammissione al concordato preventivo, non già dalla dichiarazione di fallimento; la sospensione degli interessi convenzionali e legali prodotta dalla presentazione della domanda di concordato preventivo continuasse ad operare nel successivo fallimento; il divieto di compensazione tra i crediti anteriori alla proposta di concordato ed i debiti successivi permanes...

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