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Richiesta di autofallimento e onere della prova

19 Giugno 2019 |

Cass. 14 giugno 2019 n. 16117

Dichiarazione di fallimento

Quando una società propone istanza di fallimento in proprio (c.d. richiesta di autofallimento)  è necessario che essa, oltre provare il proprio stato di insolvenza, provi che per essa ricorre almeno uno dei requisiti dimensionali prescritti dalla legge fallimentare (all’art. 1 L.Fall.): attivo patrimoniale superiore a 300.000 euro; ricavi lordi superiori a 200.000 euro; ammontare di debiti anche non scaduti nono superiore a 500.000 euro.

 

Ai fini della prova la società (che nel caso di specie era in stato di liquidazione) può utilizzare strumenti di prova alternativi rispetto al deposito dei bilanci degli ultimi tre esercizi. Tuttavia questi strumenti alternativi devono necessariamente fare riferimento agli ultimi tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore (ossia all’arco di tempo a cui si riferisce l’art. 1 L.Fall.). 

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