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Provvedimento cautelare: legittimo il riesame richiesto dal curatore fallimentare

19 Settembre 2019 |

Cass. pen. 11 settembre 2019 n. 37638

Curatore fallimentare: ruolo e funzioni

 

In tema di legittimazione ad impugnare un provvedimento di sequestro preventivo disposto dopo la dichiarazione di fallimento della società, la Corte di Cassazione si attesta sul riconoscimento della stessa anche al curatore fallimentare (Cass. pen. 11 settembre 2019 n. 37638).

 

La legittimazione ad impugnare il provvedimento di sequestro preventivo si riconosce, infatti, in capo al soggetto che ha la piena disponibilità del bene, o che eserciti su quest’ultimo un potere derivante da una relazione sostanziale: la disponibilità del bene, nel settore delle cautele reali penali, esige, quindi, l’effettività, ovvero un reale potere di fatto sul bene che ne è oggetto.  

 

Il curatore fallimentare, continua la Corte accogliendo il ricorso, quale organo sui generis del procedimento concorsuale che trova nella legge la legittimazione del suo potere e della disponibilità dei beni, in quanto funzionali al soddisfacimento delle finalità della procedura concorsuale, esercita poteri (anche processuali) preordinati alla tutela finale dei diritti dei singoli, tutela che non può non comprendere l’attivazione di strumenti di reazione, anche in sede penale, finalizzati all'eliminazione di vincoli giuridici (e di fatto) che, come il sequestro, risultino idonei ad incidere fortemente ed a pregiudicare le modalità e la tempistica del riparto dell’eventuale attivo fallimentare.

 

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