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Osservatorio sulla Cassazione - Marzo 2017

18 Aprile 2017 | Fallimento: disciplina generale

Concordato preventivo e inammissibilità della domanda

Cass. Civ. – Sez. I – 7 marzo 2017 – n. 5677, sent.

 

La domanda di concordato preventivo, sia esso ordinario o con riserva, presentata dal debitore non per regolare la crisi dell'impresa attraverso un accordo con i suoi creditori, ma con il palese scopo di differire la dichiarazione di fallimento, è inammissibile in quanto integra gli estremi di un abuso del processo. Tale abuso in generale ricorre quando, con violazione dei canoni generali di correttezza e buona fede e dei principi di lealtà processuale e del giusto processo, si utilizzano strumenti processuali per perseguire finalità eccedenti o deviate rispetto a quelle per le quali l'ordinamento li ha predisposti.

 

 

Fallimento e scioglimento del rapporto contrattuale

Cass. Civ. – Sez. VI – 6 marzo 2017 – n. 5597, sent.

 

Lo scioglimento del rapporto contrattuale, determinato dalla dichiarazione di fallimento, giustifica l'insorgere, in favore del contraente in bonis, del diritto al risarcimento dei danni subiti a causa dell'anticipata interruzione del rapporto, solo se il danno sia riconducibile ad inadempimenti verificatisi prima della sentenza dichiarativa del fallimento.

 

 

Concordato preventivo e crediti oggetto di contestazione giudiziale

Cass. Civ. – Sez. I – 7 marzo 2017 – n. 5689, sent.

 

La sussistenza di crediti oggetto di contestazione giudiziale non preclude, nel concordato preventivo, il loro doveroso inserimento in una delle classi omogenee previste dalla proposta, ovvero in apposita classe a essi riservata, assolvendo tale adempimento, ricadente sul debitore e oggetto di controllo critico sulla regolarità della procedura che il tribunale deve assolvere direttamente, ad una fondamentale esigenza di informazione dell'intero ceto creditorio.

 

 

Opposizione al passivo e rigetto della domanda

Cass. Civ. – Sez. VI – 7 marzo 2017 – n. 5737, sent.

 

Il giudizio di opposizione allo stato passivo è regolato dal principio dispositivo, sicchè al creditore, la cui domanda ex art. 93 l.fall., sia stata respinta dal giudice delegato, è fatto onere di produrre nuovamente, dinanzi al tribunale, nel corrispondente procedimento ex art. 99 l.fall., la documentazione già depositata in sede di verifica del passivo, che non può essere acquisita ex officio.

 

 

Fallimento e iniziativa del P.M.

Cass. Civ. – Sez. VI – 22 marzo 2017 – n. 7391, sent.

 

Il P.M. è legittimato a chiedere il fallimento dell'imprenditore, ai sensi dell’art. 7 l.fall., anche se la notitia decoctionis, da lui appresa nel corso di indagini svolte nei confronti di soggetti diversi o collegati all'imprenditore medesimo, sia stata approfondita, sul piano investigativo, dopo che siano già state formulate le proprie richieste in sede penale, ove quegli approfondimenti non costituiscano una nuova e arbitraria iniziativa d'indagine, ma si caratterizzino come uno sviluppo di essa, collegato strettamente alle sue risultanze, per quanto non complete, già acquisite nel corso dell'indagine penale.

 

 

Crisi d’impresa e trasferimento della sede all’estero

Cass. Civ. – Sez. I – 23 marzo 2017 – n. 7470, sent.

 

Un indicatore della non coincidenza della sede legale con quella effettiva può cogliersi quando il trasferimento all'estero della sede legale dopo il manifestarsi della crisi d'impresa, non è sostenuto dalla prosecuzione della medesima attività d'impresa svolta in Italia, né sia stato spostato presso di essa il centro dell'attività direttiva, amministrativa e organizzativa dell'impresa, bensì determini una discontinuità, o dovuta all'inesistenza di qualsiasi attività o all'impostazione di un'attività (fittizia o reale) non riconducibile a quella preesistente.

 

 

Concordato preventivo: ammissibilità e veridicità dei dati aziendali

Cass. Civ. – Sez. I – 28 marzo 2017 – n. 7975, sent.

 

Tra le condizioni prescritte per l'ammissibilità del concordato preventivo rientra, ai sensi dell’art. 162, comma 2, l.fall. anche la veridicità dei dati aziendali esposti nei documenti prodotti unitamente al ricorso. Sicché quando nel corso della procedura emerge che siffatta condizione mancava al momento del deposito della proposta, il tribunale può revocare ex art. 173, comma 3, l.fall. l'ammissione al concordato, restando irrilevante la nuova attestazione di veridicità dei suddetti dati resa dal professionista designato dal proponente.

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