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Osservatorio sulla Cassazione - Giugno 2017

18 Luglio 2017 | Fallimento: disciplina generale

Stato passivo e termini di impugnazione

Cass. Civ. – Sez. I – 1 giugno 2017 – n. 13886, sent.

In tema di stato passivo, il termine per l'impugnazione, secondo il combinato disposto degli artt. 97 e 99 l.fall., decorre dalla comunicazione della dichiarazione di esecutività riguardante l'intero stato passivo, e non da comunicazioni che ineriscano a ciascuno o ad alcuni crediti soltanto.

 

 

Revocatoria fallimentare del pagamento effettuato dal terzo garante

Cass. Civ. – Sez. I – 16 giugno 2017 – n. 14975, sent.

La revocatoria fallimentare del pagamento di debiti del fallito ex art. 67, comma 2, l.fall. è esperibile anche quando il pagamento sia stato effettuato dal terzo garante, purché risulti che questi, dopo aver pagato, abbia esercitato azione di rivalsa verso il debitore principale prima dell'apertura del fallimento.

 

 

Concordato preventivo e giudizio di omologazione

Cass. Civ. – Sez. I – 16 giugno 2017 – n. 14976, sent.

Il decreto con cui il tribunale definisce (in senso positivo o negativo) il giudizio di omologazione del concordato preventivo, senza emettere consequenziale sentenza dichiarativa del fallimento del debitore, ha carattere decisorio, poiché emesso all'esito di un procedimento di natura contenziosa, ed è quindi idoneo al giudicato; sicché, essendo reclamabile ai sensi dell'art. 183, comma 1, l.fall., non è definitivo e, quindi, soggetto a ricorso straordinario per cassazione ex art. 111 Cost., che invece è proponibile avverso il provvedimento della Corte d'appello conclusivo del giudizio sull'eventuale reclamo.

 

 

Non svalutare crediti inesigibili integra il reato di bancarotta impropria da falso in bilancio

Cass. Pen. – Sez. V – 16 giugno 2017, n. 29885, sent.

La permanenza nel bilancio di una società, poi fallita, di un credito inesigibile, senza operare la dovuta svalutazione secondo i criteri tecnici contenuti nei principi contabili, integra condotta rilevante, ex art. 223, comma 2, n. 1, l. fall., qualora abbia consentito alla società di proseguire l’attività senza prendere atto che il patrimonio netto era divenuto negativo, così da aggravare il dissesto con gli ulteriori impegni economici assunti.

 

 

Giurisdizione sulla dichiarazione di fallimento in caso di trasferimento fittizio della sede sociale

Cass. Civ. – Sez. I – 16 giugno 2017, n. 14984, ord.

Per le società e le persone giuridiche si presume che il centro degli interessi principali coincida con il luogo in cui si trova la sede statutaria ma, in caso di discrepanza tra sede legale e sede effettiva, è l’ubicazione di quest’ultima a prevalere ai fini della determinazione della giurisdizione; di conseguenza, sussiste la giurisdizione del giudice italiano, sull’istanza di fallimento nei confronti di una società di capitali già costituita in Italia, se al suo spostamento della sede legale all’estero non abbia fatto seguito anche il trasferimento effettivo dell’attività imprenditoriale.

 

 

Istanze di fallimento verso il debitore e obbligo di notifica

Cass. Civ. – Sez. I – 22 giugno 2017, n. 15469, sent.

A seguito delle modifiche apportate dal D.lgs. n. 5/2006 e dal D.lgs. n. 169/2007, nel procedimento per dichiarazione di fallimento al debitore, cui sia stato regolarmente notificato il ricorso nel rispetto delle forme previste dalla legge, non devono essere necessariamente notificati i successivi ricorsi che si inseriscano nel medesimo procedimento, avendo egli l'onere di seguire l'ulteriore sviluppo della procedura e di assumere ogni opportuna iniziativa in ordine ad essa, a tutela dei propri diritti. 

 

 

Stato d’insolvenza e valutazione del giudice

Cass. Civ. – Sez. I – 27 giugno 2017, n. 15948, sent.

Quando la società è in liquidazione, la valutazione del giudice, ai fini dell'applicazione dell'art. 5 l.fall., deve essere diretta unicamente ad accertare se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentano di assicurare l'eguale ed integrale soddisfacimento dei creditori sociali.

 

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