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La risoluzione del contratto di leasing ante fallimento

13 Maggio 2019 |

Cass. Civ.

Leasing

Gli effetti della risoluzione del contratto di leasing, verificatasi anteriormente alla dichiarazione di fallimento, devono essere regolati sulla base di quanto previsto dall’art. 72-quater l.fall. che ha carattere inderogabile e prevale su eventuali difformi pattuizioni delle parti.

 

Il caso. Un banca proponeva ricorso in opposizione ex art. 98 l.fall. alla stato passivo del fallimento di una S.r.l., nella parte in cui non era stata accolta l’istanza di rivendica di alcuni beni immobili concessi alla società in locazione finanziaria. La domanda di rivendica presentata a seguito del fallimento, veniva rigettata dal tribunale in quanto non adeguatamente documentata. Avverso il provvedimento, la curatela del fallimento proponeva ricorso in Cassazione.

 

Onere della prova. La violazione dell’art. 2697 c.c. si configura solo se il giudice di merito applica la regola di giudizio fondata sull’onere della prova in modo erroneo, cioè attribuendo l’onus probandi a una parte diversa da quella che ne era onerata, secondo le regole di ripartizione basate sulla differenza fra fatti costitutivi ed eccezioni.

 

Spese processuali. A seguito delle modifiche apportate all’art. 101 l.fall. dall’art. 86 D.lgs. n. 5/2006, non si pone più il problema dell’estensione ai giudizi di opposizione allo stato passivo del principio desumibile dal previgente art. 101, comma 4, l.fall. che - in materia di dichiarazione tardiva di credito - poneva a carico del creditore le spese conseguenti al ritardo della domanda sicché, anche nei giudizi di cui all’art. 98 l.fall., si applica la regola generale di cui all’art. 91 c.p.c.

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