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L’indipendenza dell’attestatore nel concordato preventivo

20 Aprile 2017 |

Cass. Civ.

Attestatore

L’indipendenza del professionista accertatore è un requisito imprescindibile che, se non posseduto del nominato, rende inammissibile la domanda di concordato preventivo redatta con la sua collaborazione.

 

Il caso. La Corte d’appello revocava il decreto del Tribunale di omologazione del concordato preventivo proposto da una Srl, ritenendo violate le disposizioni contenute nell’art. 67 l.fall. in tema di indipendenza del professionista attestatore. Avverso tale provvedimento la società proponeva ricorso per cassazione.

 

Lo svolgimento di qualsiasi attività libero professionale in favore della società proponente il concordato rende l’attestatore incompatibile con l’incarico. Lo svolgimento nei termini di legge di qualsiasi attività libero professionale in favore della società proponente il concordato, da parte di chi sia stato poi nominato professionista attestatore, lo rende incompatibile con l’incarico. La formula legislativa, laddove prevede che “in ogni caso” il professionista attestatore non deve aver svolto attività professionale in favore del proponente il concordato, esclude ogni eccezione e non consente margine di valutazione.

 

La violazione dell’indipendenza dell’attestatore impedisce al professionista di svolgere in maniera adeguata la propria funzione. La violazione dell’indipendenza del professionista attestatore è un vizio radicale che impedisce al professionista di svolgere in maniera adeguata la propria funzione, di essere ed apparire una figura di garanzia nell’interesse, oltre che del proponente il concordato, di ogni singolo creditore e dell’intera procedura.

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