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Inammissibile la revocatoria fallimentare di una scissione societaria

La corte d’appello di Roma ha giudicato inammissibile l’azione revocatoria fallimentare avente a oggetto un’operazione di scissione societaria.

 

Se si ammettesse la revocatoria si determinerebbe infatti un pregiudizio alle esigenze di certezza dei rapporti che scaturiscono dalla scissione e un ingiustificato eccesso di tutela di talune categorie di creditori rispetto ad altri.

 

Anche il codice della crisi e dell’insolvenza che entrerà in vigore il 15 agosto 2020 regola una ipotesi analoga prevdendo che in caso di risoluzione del concordato preventivo, gli effetti delle operazioni di trasformazione, fusione o scissione sono irreversibili (art. 116 c. 3 D.Lgs. 14/2019). La norma in questione sottolinea la stabilità degli effetti di operazioni straordinarie facendo salvo esclusivamente il risarcimento del danno spettante ai soci e ai terzi.

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