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Fallimento del conduttore e sorte del contratto di locazione

02 Ottobre 2019 |

Cass. 3 luglio 2019 n. 17804

Fallimento: disciplina generale

In caso di fallimento del conduttore il curatore fallimentare può in qualunque momento recedere dal contratto di locazione corrispondendo al locatore un giusto compenso (art. 80 c. 2 L.Fall.).

 

Tale norma è applicabile solo quando, alla data della dichiarazione di fallimento, sia in corso un contratto di locazione di cui il fallito sia parte.

 

Non è, invece, applicabile se il contratto risulta già esaurito al momento del fallimento. In tal caso, precisa la Corte, se il curatore continua a detenere il bene è privo del titolo giuridico e, quindi, può nascere una sua responsabilità di tipo extracontrattuale nei confronti del proprietario del bene. Il proprietario è anzi titolare di un diritto di credito che ha natura riparatoria e l'obbligazione di risarcimento del danno ha natura extracontrattuale, è a carico del fallimento ed il credito ha natura prededucibile (ai sensi dell’art. 111 n. 1 L.Fall.).

 

Nel caso di specie, il contratto di locazione era stato dichiarato risolto per inadempimento del conduttore prima ancora che quest'ultimo fosse dichiarato fallito e il curatore era rimasto nella detenzione dell'immobile per tutto il tempo necessario alla redazione dell'inventario ed all'espletamento delle operazioni di vendita.

 

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