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Durata delle pene accessorie in caso di bancarotta

08 Maggio 2019 |

Cass.pen. 29 gennaio 2019 n. 14643

Bancarotta fraudolenta

 

In caso di condanna per bancarotta fraudolenta la legge fallimentare prevede l'applicazione della pena accessoria dell'inabilitazione all'esercizio di impresa commerciale e dell'incapacità a esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa (art. 216 c. 4 L.Fall.).

 

La norma in questione prevedeva che tale pena accessoria dovesse avere una “durata di dieci anni”. La Corte costituzionale ha però dichiarato incostituzionale questa determinazione fissa e inderogabile, ritenendo invece conforme a Costituzione una durata "fino a 10 anni". Questa formulazione permette infatti al giudice di adeguare la pena alle responsabilità personali e di tenere conto della gravità del fatto commesso in concreto (C.Cost. 5 dicembre 2018 n. 222).

 

La cassazione penale, chiamata a pronunciarsi su un caso di bancarotta documentale ha rilevato d’ufficio che, nel caso di specie, il giudice non avesse applicato le direttive della Corte costituzionale. Ha quindi indicato al giudice del rinvio i criteri a cui attenersi nel determinare la durata delle pene accessorie:

a. secondo la regola generale la pena accessoria, se non determinata dalla legge, ha una durata uguale a quella della pena principale inflitta nel caso di specie (in applicazione dell’art. 37 c.p.);

b. in secondo luogo i parametri di riferimento sono quelli della gravità del reato e della capacità a delinquere del colpevole (precisati dall'art. 133 c.p.). Essi consentono al giudice di effettuare una valutazione caso per caso, nel rispetto del principio di proporzionalità. Nel caso concreto la durata della pena accessoria potrebbe anche risultare maggiore rispetto alla pena detentiva inflitta, purché nel limite del massimo edittale di 10 anni.

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