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Credito del professionista che redige la relazione di concordato

16 Ottobre 2019 |

Cass. 10 ottobre 2019 n. 25471

Fallimento: disciplina generale

Il credito del professionista chiamato a redigere la relazione di attestazione (ai sensi dell’art. 161 L.Fall.)  nel concordato in bianco è prededucibile anche quando la domanda è stata giudicata inammissibile ed è stato dichiarato il fallimento.

 

Una volta rigettata la domanda di concordato e dichiarato il fallimento il tribunale aveva ammesso al passivo il credito vantato dai professionista attestatore (che ammontava a 55.000 euro), negandone però il carattere prededucibile, sostenendo che la redazione della relazione non aveva avuto nel caso di specie alcuna utilità nella procedura, in mancanza dei presupposti per l’ammissibilità del concordato. Essa infatti aveva attestato la non fattibilità del piano e per questa ragione, secondo il tribunale non avrebbe neppure dovuto essere prodotta insieme alla proposta e al piano in quanto inutile.

 

La Cassazione ha però accolto il ricorso e ha rigettato l’impostazione data dal tribunale.

 

Ha infatti riconosciuto che il credito deve essere considerato prededucibile in quanto, in primo luogo, deriva da un atto legalmente compiuto dall’imprenditore, visto che è la legge a imporre la predisposizione di una relazione che attesti la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano che deve accompagnare la domanda di concordato.

 

In secondo luogo il credito è sorto “in occasione” di una procedura concorsuale (quella di concordato) e a tali tipi di credito la legge riconosce espressamente natura prededucibile (in forza dell’art. 111 L.Fall.).

 

Si deve infine considerare come la relazione del professionista sia stata utile per tutti i creditori della società, quanto meno per non avere ritardato inutilmente l’apertura della procedura fallimentare.

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