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Agenzia delle Entrate: il concordato con terzo assuntore ha natura traslativa

31 Ottobre 2018 |

Agenzia delle Entrate - Interpello 30 ottobre 2018, n. 55.pdf

Assuntore

In tema di concordato fallimentare con terzo assuntore, l’esborso finanziario realmente sostenuto coincide con il costo fiscale del complesso delle attività del debitore, del quale diventa titolare l’assuntore in virtù degli obblighi di concordato. A precisarlo è l’Agenzia delle Entrate con l’ interpello n. 55 diffuso nella giornata di ieri.

 

Il caso. Una S.r.l., che come propria attività svolgeva il ruolo di assuntore di concordati fallimentari, si accollava le obbligazioni concordatarie di una S.p.A.  in stato di crisi, utilizzando, per il totale pagamento dei debiti, risorse proprie e di cassa. A seguito di tali  pagamenti, la S.r.l.  acquisiva la titolarità giuridica delle attività della società, tra cui crediti tributari, beni immobili, azioni di responsabilità, titoli e crediti diversi, partecipazioni. L’assuntore  formulava un interpello all’Agenzia delle Entrate, chiedendo  chiarimenti in merito al costo fiscale da attribuire alle attività della società acquisite.

 

La natura traslativa del concordato con terzo assuntore. Il concordato fallimentare con l’intervento di un assuntore ha – precisa l’Agenzia nella risposta all’interpello - natura traslativa. L’assuntore si accolla le passività e diventa proprietario di tutte le attività e passività della società fallita come risultanti dalla sentenza di omologazione del concordato. L’atto giudiziario di omologa produce effetti immediatamente traslativi. Pertanto, il decreto di omologa del concordato con intervento del terzo assuntore, avendo efficacia  traslativa della proprietà dei beni a favore del terzo assuntore, deve essere assoggettato ad imposta di registro in misura proporzionale, in base a quanto stabilito dall’art. 8, lettera a), della Tariffa, parte prima, allegata al T.U.R.

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